di Roberto Bartolini
Per valutare la resa del trinciato e del pastone di mais, più che sui quintali prodotti è opportuno ragionare sul contenuto di sostanza secca, al netto di tutta l’acqua presente nei raccolti.
Il potenziale produttivo, in tonnellate di sostanza secca, sia per il trinciato sia per il pastone, si riduce man mano che si posticipa l’epoca di semina e la riduzione di produzione è quasi tutta a carico della granella, che rappresenta la componente più preziosa della pianta.
Semine a marzo-aprile e a maggio: le differenze
Gli esperti del Forage Team dell’Università di Torino affermano che per le semine di marzo-aprile la produzione ottenibile rimane mediamente superiore alle 20 t. di s.s. per ettaro per il trinciato, mentre per le semine effettuate dopo la prima settimana di maggio, il potenziale produttivo si riduce di circa 1 quintale di sostanza secca per ogni giorno di ritardo nella semina.
Nel caso del pastone di spiga, la produzione si mantiene oltre le 14 t. di s.s. ad ettaro, per le semine effettuate in marzo-aprile, mentre ritardando le semine a maggio, si hanno perdite pari ad 1 quintale di s.s. al giorno.
Scelta della classe di maturazione dell’ibrido
Per quanto riguarda la scelta della classe dell’ibrido di mais, per semine effettuate entro la prima settimana di maggio sono indicate le classi 600-700 che, pur di ciclo lungo, sono in grado di raggiungere la maturazione dando la possibilità all’agricoltore di modulare il tenore della sostanza secca alla raccolta, basandosi sull’evoluzione della linea lattea della cariosside.
Per semine successive alla prima decade di maggio è consigliabile l’utilizzo di ibridi di classi più precoci, cioè di classe 500 per arrivare a cicli precocissimi ( classi 400-300) per semine a giugno.
La scelta di ibridi di classi a ciclo più lungo per i trinciati possono sembrare molto produttivi in quintali tal quale ma sono spesso caratterizzati da tenore di sostanza secca inferiori al 28%, quindi a rischio di fermentazioni anomale, e poveri di amido.
Per la produzione di pastone il suggerimento è di optare, a parità di data di semina, per ibridi leggermente più precoci di quelli scelti per la destinazione trinciato integrale, così da raggiungere la completa maturazione della granella e la massima produzione di amido.
Tutti i rischi delle semine troppo anticipate
Negli ultimi vent’anni si è assistito ad un anticipo sempre più spinto dell’epoca di semina ma molto spesso accade che le temperature del suolo non sono sufficientemente elevate per favorire la pronta germinazione e l’insediamento della coltura.
Il seme può rimanere per oltre 30-40 giorni nel terreno o la coltura cresce molto lentamente con ripercussioni negative sui programmi di controllo delle infestanti.
Un altro rischio di semine troppo anticipate è quello delle gelate tardive che possono verificarsi sino a metà aprile.
Cosa può accadere alla massa nei sili
Seminare molto presto in primavera vuol dire arrivare con la coltura pronta per essere raccolta già ad inizio agosto per il trinciato e subito dopo ferragosto per il pastone.
In questo periodo la massa di materiale portata in silo, anche a causa di fenomeni di respirazione più accentuati per le alte temperature, raggiunge anche i 50 gradi ed oltre. che si mantengono tali per diversi mesi sino ad autunno inoltrato.
La presenza di ossigeno e temperature elevate della massa stoccata favoriscono l’attivazione molto rapida dei lieviti, che possono causare fenomeni di deterioramento aerobico difficili da controllare, con conseguenze economiche e di sanità degli alimenti.




