di Roberto Bartolini
La coltura del girasole, per lo più dislocata in Centro Italia ( Marche, Toscana ed Umbria), occupa ormai stabilmente 110 mila ettari e rappresenta un avvicendamento economicamente sostenibile dopo frumento duro e altri cereali a paglia.
Negli ultimi anni assistiamo ad un aumento considerevole della superficie dedicata al girasole coltivato in regime biologico che dai circa 5000 ettari del 2015 è passato ad occupare oltre 13.000 ettari con una tendenza all’aumento.
Un mercato in espansione
La spiegazione di questo boom sta nel prezzo di mercato del girasole biologico, sempre più ricercato dai gruppi industriali che lavorano il girasole in particolare da Cereal Docks.
Nel 2024 la differenza di prezzo tra girasole convenzionale (435 euro/t) e biologico ( 490 euro/t) era di 55 euro/t mal nel 2025 il differenziale è aumentato a ben 188 euro/t dal momento che il girasole biologico è statio quotato 686 euro/t contro i 498 euro/t del convenzionale.
E’ noto che la coltivazione biologica comporta rese inferiori e costi colturali superiori, ma non c’è dubbio che con quei prezzi e con la certezza di collocamento che garantisce l’industria di trasformazione, il “bio” è un’alterativa da guardare con grande interesse anche in questa campagna 2026.





