di Roberto Bartolini
Nel 2025 il mercato del grano e dei cereali ha confermato la propria vulnerabilità.
Le produzioni di grano abbondanti in Usa, Russia, Kazakistan e Australia, osserva uno studio realizzato dal Centro Studi Divulga, hanno appesantito il mercato con quantità a basso costo.
La conseguenza è stata una spinta al ribasso sia delle quotazioni internazionali sia di quelle nazionali.
Le dinamiche domanda-offerta
In Italia la domanda interna dell’industria molitoria e della pasta rimane insufficiente a controbilanciare l’eccesso di offerta estera e non è in grado di generare sostegno strutturale ai prezzi riconosciuti agli agricoltori.
Dinamiche accentuate dalla debolezza del dollaro sull’euro con ulteriori pressioni al ribasso dei prezzi.
In Italia e in Europa il grano duro del Canada arriva nel periodo di pre-raccolta e incide negativamente sui prezzi.
Russia e Cina padroni delle scorte
Per quanto riguarda le scorte mondiali di grano sono aumentate al ritmo del 3,7% l’anno toccando il record storico di 337 milioni di tonnellate nel 2025-2026.
La Russia ha più che raddoppiato i propri stock di grano e la Cina possiede ormai quasi la metà degli stock globali e negli ultimi anni ha fatto registrare una crescita del 141% arrivando ad avere scorte di grano per 151 milioni di tonnellate.
Dunque Italia ed Europa devono difendersi adottando meccanismi di reciprocità e imponendo sulle importazioni il rispetto dei nostri stessi standard di produzione.
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