campagna-ixplan-pubblicita-.jpeg
[23-09-2026 07:00] Prezzo dei concimi alle stelle: in arrivo gli aiuti dello Stato suddivisi per coltura Roberto Bartolini [21-09-2026 07:00] Come combattere le infestanti graminacee del frumento Roberto Bartolini [18-09-2026 07:07] Come lavorare il terreno dopo siccità e bombe d’acqua Il ruolo delle cover crop Roberto Bartolini [16-09-2026 07:00] Frumento ed orzo in autunno e sorgo in primavera, le colture su cui puntare Roberto Bartolini [14-09-2026 07:00] Tecnologie 4.0: in aumento gli acquisti ma è basso l’utilizzo in campo Roberto Bartolini [11-09-2026 07:00] Quanto si incasserà dalla PAC 2026: gli importi delle misure e dei sostegni accoppiati Roberto Bartolini

Top News

logo agricoltoritop ok

facebook
logo agricoltoritop ok
base banner.psd

Il Portale dell'Innovazione Agronomica e della PAC per i seminativi.

Il Portale dell'Innovazione Agronomica e della PAC per i seminativi.

Come programmare le colture e la lavorazione del terreno dopo un’estate rovente e siccitosa

04-09-2026 07:00

Roberto Bartolini

Attualità e PAC,

Come programmare le colture e la lavorazione del terreno dopo un’estate rovente e siccitosa

I mesi che abbiamo vissuto con un caldo opprimente e con la portata dei fiumi e il livello dei laghi ai minimi storici, non sono più un evento straordinario.

di Roberto Bartolini

 

I mesi che abbiamo vissuto con un caldo opprimente e con la portata dei fiumi e il livello dei laghi ai minimi storici, dobbiamo metterci in testa che non sono più da considerare un evento straordinario.

Infatti tutte le proiezioni elaborate dagli istituti più prestigiosi del mondo in fatto di climatologia indicano che abbiamo imboccato una strada senza ritorno.

Non è catastrofismo ma è la presa di coscienza che la nostra vita non sarà più come prima e dunque anche nelle attività lavorative occorrerà agire di conseguenza.

Gli agricoltori, che lavorano a “a cielo aperto”, sono i primi ad essere toccati da questa inversione di tendenza del clima e sono tenuti quindi a ripensare la gestione e la programmazione aziendale alla luce di una emergenza climatica che con tutta probabilità si ripresenterà ogni anno e che diventerà la nuova normalità con cui dovremo convivere.

 

I dati inconfutabili del cambiamento

 

Il programma Copernicus dell’Ue ci dice che le temperature annuali della superficie del mare in Europa hanno raggiunto i livelli più alti mai registrati mentre la copertura nevosa è diminuita del 31%  e la massa nevosa del 45% rispetto alla media degli ultimi decenni.

Dalla metà degli anni 90 la temperatura media in Europa è aumentata di 0,56°C per decennio, un ritmo molto più rapido di qualsiasi altro continente.

Dunque come programmare i prossimi raccolti?

 

Il collasso del mais

 

Partiamo dalla scelta colturale.

Il mais è la coltura primaverile-estiva che quest’anno ha sofferto di più, con rese in granella e in trinciato molto basse.

Il polline emesso dalle sete è stato in buona parte fulminato dal calore, che ha raggiunto punte oltre i 40 gradi anche nel mese di giugno, con la conseguenza di una scarsa impollinazione ed un  peso specifico basso della granella alla raccolta.

Il mais in asciutta ormai non è più proponibile e dove c’è a disposizione l’acqua di irrigazione occorre ripensare alla organizzazione dei turni e ai sistemi di distribuzione ma comunque non sarà sempre possibile irrigare come si deve tutti gli appezzamenti, considerando che le ondate di calore continue non danno tregua ed impediscono di far arrivare l’acqua con continuità e quando serve a tutte le colture in tutti gli appezzamenti.

Quindi chi ha l’irrigazione  nel 2027 deve posizionare il mais solo sugli appezzamenti dove si ha la certezza di poter far arrivare l’acqua con tempi e modi tali da non far entrare in stress la coltura.

 

Le alternative al mais

 

Se diminuisce la superficie a mais, chi ha la stalla deve puntare per le semine autunnali sul frumento foraggero, sulla segale ibrida, sul triticale e sui miscugli.

Si tratta di colture con costi contenuti, che si prestano ottimamente ad entrare nelle diete zootecniche e che consentono di programmare un secondo raccolto.

Come secondo raccolto, con i tempi che corrono, la coltura da preferire è il sorgo, da granella raccolto per fare trinciato o foraggero con piante alte e fogliose.

Altre colture che si prestano ad essere inserite in rotazione sono il colza, con semina autunnale su terreno ben affinato e fresco ( altrimenti il seme così piccolo non germina) e il girasole in primavera anche sui terreni collinari oltre che in pianura sui terreni in asciutta.

 

Attenzione alla lavorazione del terreno

 

Per quanto riguarda la lavorazione del terreno l’andamento climatico attuale, con alte temperature e siccità estrema, dovrebbe consigliare di evitare le arature, soprattutto quelle profonde, che disperdono anche la poca umidità residua del terreno, esponendo le zolle al sole battente che le dissecca a tal punto da richiedere poi ripetuti passaggi di erpice rotante con costi ormai insostenibili.

Anche quest’anno si è dimostrata vincente proprio di fronte al cambio del clima in atto la lavorazione a strisce o strip tiller.

In alternativa sono da raccomandare fessurazioni verticali del terreno con ripuntatori e dissodatori a lame diritte o ricurve, minime lavorazioni con erpici a denti e dischi e semine combinate con lavorazione del terreno, concimazione starter e deposizione del seme in un unico passaggio.

Ci auguriamo che la problematica estate appena trascorsa abbia toccato la sensibilità dei nostri agricoltori a tal punto da orientarli verso un cambio di rotta, anche radicale, nella gestione della propria azienda agricola, con la consapevolezza che di fronte ad un cambiamento climatico senza ritorno non è certo il caso di stare fermi.

girasole.png